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Lezione 1: “Rendere la guerra impensabile”: l’integrazione europea come progetto di pace (1950-1989)

Webinar

19 Ottobre 2022 - ore 10:00

Ciclo: l’integrazione europea come progetto di pace

I Centri Europe Direct Roma Innovazione, operativo presso Formez PA,  Europe Direct dell’Università di Siena ed Europe Direct Torino organizzano, in collaborazione con l’Istituto G.A. Giobert di Asti e l’Assessorato Politiche Educative, Scolastiche e dello Sport e Turismo del Municipio XIII Aurelio di Roma Capitale, un ciclo di 4 appuntamenti sull’integrazione europea.

Il percorso si rivolge nello specifico agli studenti delle IV e V classi delle scuole secondarie, e in generale a tutti i giovani che vogliono avvicinarsi alle tematiche dell'Unione europea indipendentemente dal tipo di formazione culturale o di professione. Il ciclo prevede l’organizzazione di tre webinar della durata di circa 1,5 ore con due eventi conclusivi in presenza che si terranno rispettivamente il 30 novembre 2022 nella città di Asti e il 2 dicembre 2022 nella città di Roma.

Il ciclo di Lezioni intende stimolare una maggiore consapevolezza del processo di integrazione europea per meglio comprendere l’Europa di oggi e quella che gli studenti vorrebbero fosse domani e verterà sui seguenti temi:

19/10/2022 Lezione 1. “Rendere la guerra impensabile”: l’integrazione europea come progetto di pace (1950-1989)

26/10/2022 Lezione 2. Dopo il 1989: la fine della Guerra fredda, l’Unione europea e il nuovo scenario internazionale

09/11/2022 Lezione 3. Nulla di nuovo sotto il sole? Le fake news sull’Europa e le origini storiche dell’euroscetticismo.

30/11/2022 in presenza ad Asti Lezione 4. Improvvisamente (di nuovo) la guerra: l’Unione europea e l’invasione russa dell’Ucraina

02/12/2022 in presenza a Roma Lezione 4. Improvvisamente (di nuovo) la guerra: l’Unione europea e l’invasione russa dell’Ucraina

Descrizione della Lezione 1

Nell’ottobre del 2012, l’Unione europea (UE) ha ottenuto il premio Nobel per la pace. Il comitato norvegese che designa il vincitore ha motivato la propria scelta con il contributo fornito lungo sei decenni dall’UE e dai “suoi precursori” (le Comunità europee create negli anni Cinquanta) al progresso “della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa”. Non è un caso che quel prestigioso riconoscimento sia stato conferito all’UE nel momento di massima diffusione della protesta verso “Bruxelles”, accusata di imporre ai cittadini europei (in particolare ai greci, ma non solo) dolorose e ingiuste misure di austerità economica per risolvere la crisi dei debiti sovrani esplosa tra il 2010 e il 2011. Nel compiere la sua scelta, il comitato norvegese ha indirettamente mostrato la saggezza del detto popolare che invita a non gettare il bambino con l’acqua sporca. Quel caveat era rivolto agli europeisti tiepidi, o incerti, ancor più che agli euroscettici per principio. Per quanto gravi fossero gli errori che l’Unione europea stava commettendo nella gestione della crisi economica, metterne in discussione l’esistenza significava rischiare di compromettere il bene più prezioso, e sovente negletto, che essa ha contribuito a regalare ai suoi popoli: la pace tra gli Stati membri. Una condizione alla quale siamo abituati, ma che va difesa perché affatto irreversibile. In effetti, fin dalla sua fondazione – avvenuta pochi anni dopo la conclusione della “guerra civile europea” che si dipanò tra l’inizio della Grande guerra nel 1914 e la fine del secondo conflitto mondiale nel 1945 – la Comunità europea è stata un grande, e riuscito, progetto di pace. Darle corpo ha implicato anche una impegnativa sfida concettuale: ovvero, ha imposto il confronto con quella che per alcuni è una sorta di legge della Storia, che vuole che siano state le guerre a formare i moderni Stati-nazione (Charles Tilly). L’Unione europea non è uno Stato, né si può postulare che lo diverrà – in una prospettiva teleologica. Ma ha la tendenza (quantunque anch’essa reversibile) ad assorbire sempre più le competenze dei suoi Stati membri per trasformarsi in una forma di statualità sovranazionale. La peculiarità di questo processo è nel suo essere immaginato quale frutto della promozione della pace, della riconciliazione, della democrazia e dei diritti, piuttosto che come esito di un conflitto bellico.

Questa prima lezione tratterà di questi temi, ricostruendo il contributo dato dall’Europa alla pacificazione del continente nel periodo compreso tra la Dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950 e il crollo del muro di Berlino avvenuto il 9 novembre 1989.    

Programma dell'evento: 

Calendario Lezioni:

 

Termine iscrizioni: 
Martedì, 18 Ottobre, 2022 - 17:00
Destinatari: 
giovani e studenti delle IV e V classi superiori